Juventus, frasi a metà e correnti gravitazionali
Fonte foto: www.mbmusic.it
"Sarà che hai preso tutto e l'hai buttato via, qualsiasi cosa fu, qualunque cosa sia".
Anche questa volta la musica aiuta a capire meglio la situazione in casa Juve, che sembra indecifrabile come un reperto di archeologia di cui si sono perse le "generalità" col passare del tempo.
Infatti della Juve vincente sembra si siano perse le coordinate col passare degli anni, con una mentalità un po' impolverata, se non persino regredita.
La musica dinamica ci conduce verso la cantante Laura Pausini con un suo famoso brano "Frasi a metà" che rispecchia l'ipocondria bianconera, con cambi repentini di sensazioni all'interno del rettangolo di gioco.
Ma qui vi sono anche disegni di frasi, poi corrette, ripensate e non dette, insomma frasi a metà.
La volontà di chi fa carambole parlantine e poi evita pilastri concettuali, semplicemente accennando un sorriso in mezzo al campo poi, si libera quasi impacciatamente di quel microfono che tanto fa paura.
Una sala conferenze che preclude fuoco e fiamme, almeno nei fatti, per poi incatenare ad una palla di acciaio il condottiero della nave bianconera.
A proposito di navi una volta un "certo" Del Piero liberò dalla mente, per poi tramutarlo in parole, un pensiero che a primo impatto sembra appartenere al Romanticismo letterario, ma in realtà vive in epoca contemporanea.
Diceva appunto che quando la nave sta per affondare, il capitano dev'essere l'ultimo a lasciarla.
Non c'è da preoccuparsi in questo senso se, il capitano o condottiero in questione, è incatenato.
Allegri che affronta quel microfono nero senza paura, ammettendo le fragilità e mangiando il timore del confessare, bloccato in una casa di specchi che in effetti fa anche un po' horror.
Nello specchio alle sue spalle ci sono le varie feste campionato, bottiglie finite perché versate, che questa volta resteranno piene.
Davanti a lui invece vi è la partita col Verona, dove ricorre continuamente la cattiveria sotto porta de "El Cholito" Simeone, senza la possibilità di togliersi un po' di pressione di dosso.
Infatti la sola cosa che l'allenatore penta scudettato si è tolto in Hellas Verona-Juventus, è stata la giacca, dalla rabbia nei minuti finali.
Sulla scia di queste considerazioni prosegue anche il testo della canzone presa in esame, che esprime, ovviamente con un altro intento, rabbia e delusione.
La Juve persa nelle sue correnti gravitazionali parlantine, sembra aver buttato tutto via, in poco tempo.
La squadra sembrava cominciare a girare e a comprendere i meccanismi di questo nuovo modus operandi tattico.
L'unico problema per i bianconeri è che il pallone non aspetta, continua a girare e se non si sa trattarlo nel modo giusto, scappa via.
Vista la gravità della situazione però credo che vada fatta una modifica: da correnti gravitazionali a "gravità-zionali".
Bravissimo 👏👏👏👏
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