Leicester, tra sogno e realtà, c'è la vittoria



A Leicester in questi giorni, oltre alla tanta pioggia, soffia anche un forte vento, carico e voglioso di sconvolgere la cittadina inglese.

Ma qui non si parla solo di meteo.

La vittoria della Fa Cup, un po' a sorpresa, contro l'inarrestabile Chealsea di Tuchel, ha riacceso i riflettori sulle Foxes, che ora tornano a sentire l'odore di vittoria di un trofeo dal 2016, con quella storica Premier League di Claudio Ranieri.

Il trofeo più antico d'Inghilterra per una squadra all'inizio sorprendente, ma che ormai non lo è più.

Rimanendo fedele al suo soprannome in questi ultimi anni la squadra della cittadina distante 165 km da Londra,si è dimostrata furba come una volpe nello sfruttare le opportunità messe davanti dalla provvidenza.

Nel Leicester però c'è stato certamente del cinismo, che è quello che la rende diversa perché reale, da tutte le altre favole che conosciamo.

 Ricordando le altre favole, immaginiamo dunque se Biancaneve, gentile e dall'animo dolce, possa essere l'equivalente di un ragazzo francese gentile e disponibile, che fino a qualche anno fa era una persona comune che oltre a giocare a calcio, faceva lavori estenuanti pur di sopravvivere. Stiamo parlando ovviamente di N'golo Kanté.

Cenerentola invece è l'equivalente di un ragazzo dal talento straordinario che fino al 2005 lavorava per un'azienda che produceva apparecchi ortopedici, finché non ha indossato gli scarpini, anziché la scarpetta di cristallo, sposando il progetto Leicester.  Questo semplice ragazzo si chiama Jamie Vardy.

Cinismo dunque per la capacità di fare acquisti mirati e determinanti su cui nessuno, o quasi, ci avrebbe scommesso.

Il desiderio di un uomo cresciuto con il mito di suo padre, che probabilmente ha reso molto orgoglioso.

Difendere i pali con l'ombra  permanente di un grande portiere del passato, anche nelle sere più buie d'autunno, quando non senti nient'altro che una foglia secca cadere dall'albero. Lì al King Power Stadium, con i guantoni indossati che gli calzano a pennello. Ciuffo biondo che trasuda spensieratezza, quella appunto con cui si tuffa con un' apparente facilità a prendere quei palloni  che terminano quasi sempre fuori, lontani dall'infanzia in Danimarca. Lui è Kasper Schmeichel.

Infine il cambio generazionale da padre in figlio, da VichaiAlyawatt, ma anche dalla Premier League alla Fa Cup.

Il Leicester, bellissima sorpresa sospesa nel limbo tra sogno e realtà, vive nel segno della cantante Fiorella Mannoia che canta: "Cambia il tempo, ma noi no".

Immagine dall'alto della città di Leicester.
Fonte: Wikipedia





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