Napoli, frutto di gioia evasiva


La gioia è un qualcosa che esalta, che rinvigorisce, che fugge.

E poi quando finisci di mostrare quasi impulsivamente il tuo sorriso e le labbra fanno da "cancello", non ti rimane altro che il ricordo di quello che è stato e la speranza di poterlo rivivere.

Questa speranza per alcuni poi è un obbiettivo, come il Napoli che dopo aver battuto allo Stadio Maradona la Juventus ancora insabbiata nella parte bassa della classifica con 1 punto in tre gare, mirerà di certo a ripetersi.

Ci vuole poco  però per farti scivolare questa fantastica emozione e non ti rimane nient'altro che una foto appesa al muro in una cornice abbellita.

La foto l'ha già scattata Kalidou Koulibaly alla curva campana festante come se si potesse catturare in un'istantanea tanta intensità d'animo.

La stessa intensità è stata messa in campo dalla squadra meridionale abbinata alla qualità delle giocate, che rende tutto semplice

Una grande prova corale è stata compiuta contro una confusa Juventus che deve leccare già davvero troppe ferite, con una squadra senza i soliti sudamericani, ma anche purtroppo senza una vera e propria fase d'interdizione. 

Ma neanche il coach Allegri sembra in grado di fare da mediatore tra le incertezze della squadra.

Come un piatto preparato da uno chef stellato, diversi ingredienti, profumi e diverse abilità hanno creato un piatto unico che sa già di dolce soddisfazione.

Per questo la squadra torinese deve avvertire quasi come obbligo morale un piccante senso di rivincita prima che si lasci cuocere a fuoco lento.

Questa gioia però è evasiva non solo perché ha una durata molto limitata dato che non ha età, ma anche perché si ha l'impressione che qualcuno voglia "evadere".

Sto parlando del capitano, sto parlando del giocatore che incarna la personalità napoletana: semplicità, apparente, delle sue giocate e disarmante leggerezza, Lorenzo Insigne.

Perché oltre agli immancabili rumors sull'attesa allarmante per il rinnovo, il malessere del fantasista della Nazionale è palpabile.

Forse anche lui ha paura che tutto questo finisca forse troppo presto, che tutto sfugga, che rimanga solo una foto da riguardare ogni tanto, quando si ha nostalgia. 

E allora non resta che guardare all'obbiettivo . Cambia sfumatura di significato, ma il senso è lo stesso, futuro.

                                      Fonte foto: www.napolimagazine,com




Commenti

Post popolari in questo blog

Il fallimento è tricolore

La Pulce nell'orecchio di Bartolomeu

Leicester, tra sogno e realtà, c'è la vittoria