INTERamente bellezza
La bellezza della spensieratezza giochista neroazzurra urla in un pomeriggio di San Siro, con il sole che cala a ritmo delle discese fulminee sulla fascia di Dumfries, figliol prodigo di Achraf Hakimi.
Inzaghi voleva rabbia, c'era bisogno di rabbia, perché ormai sembra che non ci sia stimolo migliore per fare bene di una delusione, grande o piccola che sia, in Champions. Questa teoria è dettata da un déjà vu della stagione scorsa, in cui dopo essere usciti dal torneo più chic, i nero-azzurri hanno iniziato una cavalcata ininterrotta verso il trono della Serie A.
Un centrocampo poliglotto capace di parlare lingue diverse perché costumista nelle varie dinamiche di gioco, ha dato prospettive offensive interessanti, poi infatti tramutate in gol, a Dzeko e Lautaro.
Dzeko lega il gioco, ma si fa trovare anche pronto davanti alla porta e per non farsi mancare niente aiuta anche il centrocampo, quando necessario, nelle transizioni.
Insomma un Inter ecologista per un Harry Kane "riciclato", che sa mandare in porta anche i compagni.
Poi c'è chi lavora più "discretamente", facendo dei movimenti senza palla e dello smarcamento il suo dogma in campo, che richiama un po' allo stesso principio di gioco del Kun Agüero.
Come un cigno volteggia tra la difesa del Bologna in una sala da ballo e con eleganza educata accoglie la mano della principessa per completare un'atmosfera fiabesca senza precedenti.
Una dolce carezza "invade" la guancia della sua dama e con la guancia anche i suoi pensieri, ma intanto si sta assistendo al principio di riscatto di Matías Vecino, fino ad ora visto come il brutto anatroccolo, per restare in tema di volatili.
Un bambino spensierato intanto sta correndo la fascia contrapposta a quella di Dumfries, autore qualche giorno prima di un fantastico gol su punizione contro la Samp.
Secondo il processo umano di crescita però si diventa grandi, quando non esistono più sogni, ma solo obiettivi per le cose da fare ed esperienze per quelle già fatte.
Analizzando bene quindi è proprio questo che è successo al terzino Federico Dimarco.
Ultimo ma non ultimo il muro goleador, Milan Skriniar, con già 2 gol in questo campionato, capace di dare stabilità, ma anche una fruttuosa offensiva.
In grado di avanzare in fase di costruzione è un giocatore che per intenderci a Rinus Michels, credo proprio non sarebbe dispiaciuto, dato che richiama molto al difensore olandese d'altra epoca Haan.
Siamo caduti nel tunnel della retorica esaltante e non logorante, perché insomma è così: a volte rimani senza parole, altre invece ne hai troppe per non parlare.

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