Roma al centro di una nuova orbita
Stretta di mano, sicurezza, poi sorpresa e delusione. Quindi una cena, che fino a qualche giorno prima sembrava improbabile. Non so esattamente se si sia mangiato carne o pesce, ma una cosa è certa: in questi giorni Lotito ha ingoiato un boccone amaro.
Quel boccone amaro che non ti aspetti, che non hai neppure il tempo di digerire, quel pugno allo stomaco da una bandiera biancoceleste, che sorride a Roma, poi si gira e strizza l'occhio a Milano, sponda neroazzurra.
Simone Inzaghi dunque ha dato il via ad una montagna russa o ad una ruota della sfortuna, si sceglie per preferenza, che ha portato alla confusione a Formello.
La firma dunque a Milano per l'Inter, con lo stupore generale dopo la promessa di rinnovo con la Lazio, prendendo in eredità da un Antonio Conte "disertore" la squadra appena scudettata per due anni a 3,5 mln più bonus a stagione.
Lotito prende le briciole di un cambio di rotta, che proprio ora non bastano. Non hanno sapore. Non possono riempire la pancia dopo tutti gli imprevisti in questa fase di mercato.
Così l'aquila scende dalle montagne russe, ancora un po' stordita volando verso Firenze, dove c'è Maurizio Sarri che l'aspetta e intanto accende una sigaretta per ingannare l'attesa.
Per un attimo si era accarezzata, almeno secondo i giornali, una scelta folle, di puro "populismo" da stadio, che però son sicuro che a chi nello stadio ci abita, i tifosi, non sarebbe piaciuta. Questa scelta si chiamava Fabio Liverani, ex centrocampista laziale.
Un'altra ipotesi su questo piano si trovava a Bologna, Siniša Mihajlović, che però ha messo subito in chiaro di voler restare a guidare la squadra emiliana.
Dopo tutto credo che, anche se il serbo ha fatto meglio di Liverani, per una squadra che voglia andare in Champions, l'allenatore rossoblù non sia la scelta più adatta.
Dunque come un boomerang lanciato con la speranza della fortuna, l'aquila vira e torna a Firenze, dove nel frattempo Sarri è ancora sull'uscio della porta, aspettando la chiamata.
Così la famosa cena, dove non credo ci siano stati solo convenevoli, ma che a mente fredda e a pancia piena si sia parlato di futuro.
Poi infine ecco l'ufficialità: l'ex juventino sarà il nuovo allenatore della Lazio.
Dunque la Lazio dopo una burrasca improvvisa vede rischiarare il cielo di Roma, la Città Eterna, al centro ora di una nuova orbita chiamata dagli inglesi Sarriball.

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