Milan: verità voluta, cercata e contestata
Verità. La differenza tra verità e menzogna non esiste. La verità pura e "vera" è quella richiesta, anzi pretesa, mentre la menzogna è la verità adattata alle circostanze.
Il Milan ha cercato a lungo la verità nel caso Donnarumma, l'ha voluta, accarezzata, quasi raggiunta e poi è svanita, persa in una nube nera, che questa volta non accoglie il rosso.
Perché qui non parliamo di bandiera, del semplice stendardo rossonero sventolato nelle notti di San Siro, ma l'unico colore, che si vede, è quello del caos.
Quasi come in una casa di specchi, il riflesso, seppur distorto, è unico come un coro di voci che si unisce a testimoniare soggezione e imbarazzo.
Per gli specchi però basta un raggio di sole, che riflette sul vetro e crea l'arcobaleno.
Non credo invece che in questo caso un raggio di sole, potrà risanare quel poco di rapporto rimasto.
La verità vera qui sia per colpa di Donnarumma, di Raiola, (o di tutti e due), purtroppo è mancata.
Con l'ombra di un portiere campione di Francia con il Lille, Maignan, la pura verità è una sola: qualcuno ha sbagliato.
Il re dei procuratori ha messo in funzione una macchina che ha portato al disfacimento di quella favola, che era iniziata con un giovane portiere, ancora sconosciuto di sedici anni, Gigio.
Incomprensioni, scontri e litigi, hanno portato ad un cattivo pragmatismo nella trattativa. Certo è che il corteggiamento di grandi signore del calcio, una fra tutte la Vecchia Signora ha inciso nelle scelte.
Il Milan però ha fatto quello che avrebbe fatto chiunque in una situazione simile: di fronte a chi voleva comandare , ha usato il pugno di ferro. Ma comunque un giovane calciatore con delle grandi ambizioni a cui portar rispetto e di fronte ad una figura ingombrante, come Mino Raiola, ha fatto la scelta più logica.
Come una volta, è bastato declamare una poesia che l'innamorato si è infatuato delle pretendenti. Ma da San Siro allo Stil Novo, è un grande tuffo nel passato. Esatto tuffo. Come quello che con gran disinvoltura e leggerezza, quel ragazzino di sedici anni faceva per agguantare quei palloni. Ora però c'è l'Europeo, c'è da fare grande una Nazione. Credo però che l'ormai ex rossonero, vivrà questo mese in attesa di una telefonata.

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